La nostra mozione, presentata a fine luglio 2016, ha lo scopo di individuare e rafforzare le azioni regionali per contrastare l’ emergenza Terra dei Fuochi.
Ne avremmo voluto discutere prima qui in aula, ma purtroppo la deprecabile ed ingiustificabile mancanza del numero legale riscontrata nell’ultimo consiglio ce lo ha impedito. 
Non vorremmo parlare più di emergenza, perché continuare a chiamare emergenza un dramma più che decennale (la prima volta che fu coniata la parola Terra dei Fuochi risale al lontano 2003) è davvero surreale, tanto che viene il dubbio se davvero lo si voglia contrastare, o ci si voglia accontentare degli annunci e di qualche soldino distribuito ad arte, visto anche lo scarso successo delle azioni messe in atto fino ad ora.
Eppure, da quando lei si è insediato, nonostante lo sguardo verso il passato ci avrebbe dovuto far arrivare pronti ed armati, abbiamo sopportato inermi e passivi le conseguenze di quella che poi si è manifestata come la seconda estate di morte per intere popolazioni causata dalla terra che brucia. 
E’ l’ennesima, drammatica estate nella quale una buona parte della popolazione campana ha tentato, tappandosi in casa, di sfuggire con un tentativo disperato quanto inutile ai miasmi dei fuochi.
Attenzione, l’estate favorisce questi delinquenti che bruciano, ma in queste terre si brucia sempre e purtroppo solo ad estate ormai conclusa e dopo che si era bruciato tutto quello che si era accumulato, è stato convocato un incontro in prefettura per affrontare quello che ripetiamo chiamare emergenza, TUTTO CIO’ è surreale.
Siamo i portavoce della popolazione campana che, anche se non respira direttamente i fumi durante le notti di inferno, è perseguitata da una immagine che inibisce lo sviluppo naturale di paesi a vocazione agricola o turistica o che semplicemente vorrebbe vivere una vita normale.

E parliamo a nome della disperazione di:
Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castel Volturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca, Visciano
Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase).

Cittadini che non ce la fanno più a contare i morti, a contare i viaggi della disperazione in ospedali dove prima di farti la diagnosi ti chiedono da dove provieni, a contare i figli che fuggono da questa terra disperata dove è negata la possibilità di vivere nella normalità.
Quello che vado adesso a dettagliare, nasce dai contributi scaturiti dall’ascolto costante e attivato con i sindaci, gli enti, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, l’esercito e con intere popolazioni. 
Vorrei riassumerla in poche punti, per stigmatizzare le azioni che vi abbiamo indicato e che sono imprescindibili per combattere questa guerra con armi vere e non con spade di latta come si è fatto fino ad ora; adesso, dobbiamo dire davvero basta, noi ci rifiutiamo di partecipare ad una pantomima, la Campania esige atti coraggiosi da compiere a voce alta e dobbiamo avere il coraggio di ammettere i fallimenti e costruire sugli sbagli.
Molte delle azioni suggerite con la nostra mozione (droni di ultima generazione e telecamere con visione notturna per controllo del territorio, azioni per l’emersione del nero, apertura di due centri operativi, 
sebbene si parli solo dei i vigili del fuoco e non ne capiamo il senso);
si deve rafforzare la PREVENZIONE non solo l’azione di spegnimento che interviene a danno ormai compiuto.
Dicevo molte SEMBREREBBERO già recepite dal governo regionale, almeno stando alle dichiarazioni del presidente risalenti a metà, e pare che rientrino nella programmazione di quella che così anche voi avete chiamato task force e (speriamo che davvero si stiano realizzando in tempi brevi , perché non c’è più tempo).
Dunque, con clima di collaborazione che la responsabilità di affrontare questo dramma ci obbliga a mantenere e sostenere, chiediamo che si dia seguito anche alle altre azioni che elenco, che sono imprescindibili per garantirne la riuscita e che davvero farebbero parlare di TASK FORCE OPERATIVA:
la prima importantissima 

1) STRUTTURARE PROTOCOLLI AMBIENTALI CON ENTI E FORZE DELL’ORDINE AL FINE DI POTENZIARE IL CONTROLLO AMBIENTALE 
(perché è quello che manca, ed è ipocrisia pensare che possa essere fatto dal soldatino con il mitra in mano). 
Stabilire quindi quella rete strettissima di scambio di conoscenze per elaborare un’azione sinergica e tempestiva (esperienza questa, vincente già messa in campo da un decennio nelle marche ed in toscana) per la lotta all’inquinamento da cattiva gestione dei rifiuti per cui:
a) rafforzare le attività delle forze dell’ordine e delle amministrazioni locali, in via strutturale, nell’ambito delle ordinarie attività specializzate, fornendo maggiori risorse economiche e idonei mezzi funzionali per procedere ad un costante ed assiduo controllo ambientale; 
2) ancora investire in risorse aggiuntive per la formazione dei soggetti coinvolti e del personale regionale e comunale specializzato nel controllo ambientale in sinergia con le forze di polizia ambientale; 
3) istituire, così come previsto dall’articolo 250 l decreto legislativo 152 del 2006, un apposito fondo regionale per garantire la bonifica dei suoli inquinati nel caso il responsabile ed il proprietario non intervengano tempestivamente per evitare i siti di stoccaggio temporanei che sarebbero un danno enorme! 
Ricorderete che le ecoballe nacquero come siti di deposito temporaneo!!!!
4) prevedere la riqualificazione ambientale dei terreni interdetti alla coltivazione anche attraverso la piantumazione di alberi d’alto fusto o in genere alla riqualificazione per evitare che si ingeneri la dinamica del vetro rotto;
5) predisporre adeguate forme di controllo sulla gestione delle risorse affidate all’arpac per evitare dispersioni o errate distribuzioni a danno dei cittadini, affinchè l’ARPAC diventi finalmente efficiente ed efficace (ricordo che l’arpac ha un record di un dirigente ogni 4 lavoratori).
Siamo certi che il consiglio tutto non potrà che condividere la necessità di sollecitare questi interventi, questa è la madre delle battaglie! 
La mancanza di queste azioni potrebbe generare un sistema monco ed inefficace e dare l’impressione che si voglia far finta di fare, si annuncia il fare ma non si fa!
Nessuno di noi può permettersi di essere complice di un’altra sconfitta.
Abbiamo il dovere di liberare la Campania da questa vergogna e decidere se si vuole lasciar marcire il territorio o se, invece, non è arrivato il momento di fare;  l’indifferenza è un’azione criminale verso gli uomini e il creato. 

Cittadini che non ce la fanno più a contare i morti, a contare i viaggi della disperazione in ospedali dove prima di farti la diagnosi ti chiedono da dove provieni, a contare i figli che fuggono da questa terra disperata dove è negata la possibilità di vivere nella normalità.
Quello che vado adesso a dettagliare, nasce dai contributi scaturiti dall’ascolto costante e attivato con i sindaci, gli enti, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, l’esercito e con intere popolazioni. 
Vorrei riassumerla in poche punti, per stigmatizzare le azioni che vi abbiamo indicato e che sono imprescindibili per combattere questa guerra con armi vere e non con spade di latta come si è fatto fino ad ora; adesso, dobbiamo dire davvero basta, noi ci rifiutiamo di partecipare ad una pantomima, la Campania esige atti coraggiosi da compiere a voce alta e dobbiamo avere il coraggio di ammettere i fallimenti e costruire sugli sbagli.
Molte delle azioni suggerite con la nostra mozione (droni di ultima generazione e telecamere con visione notturna per controllo del territorio, azioni per l’emersione del nero, apertura di due centri operativi, 
sebbene si parli solo dei i vigili del fuoco e non ne capiamo il senso);
si deve rafforzare la PREVENZIONE non solo l’azione di spegnimento che interviene a danno ormai compiuto.
Dicevo molte SEMBREREBBERO già recepite dal governo regionale, almeno stando alle dichiarazioni del presidente risalenti a metà, e pare che rientrino nella programmazione di quella che così anche voi avete chiamato task force e (speriamo che davvero si stiano realizzando in tempi brevi , perché non c’è più tempo).
Dunque, con clima di collaborazione che la responsabilità di affrontare questo dramma ci obbliga a mantenere e sostenere, chiediamo che si dia seguito anche alle altre azioni che elenco, che sono imprescindibili per garantirne la riuscita e che davvero farebbero parlare di TASK FORCE OPERATIVA:
la prima importantissima 

1) STRUTTURARE PROTOCOLLI AMBIENTALI CON ENTI E FORZE DELL’ORDINE AL FINE DI POTENZIARE IL CONTROLLO AMBIENTALE 
(perché è quello che manca, ed è ipocrisia pensare che possa essere fatto dal soldatino con il mitra in mano). 
Stabilire quindi quella rete strettissima di scambio di conoscenze per elaborare un’azione sinergica e tempestiva (esperienza questa, vincente già messa in campo da un decennio nelle marche ed in toscana) per la lotta all’inquinamento da cattiva gestione dei rifiuti per cui:
a) rafforzare le attività delle forze dell’ordine e delle amministrazioni locali, in via strutturale, nell’ambito delle ordinarie attività specializzate, fornendo maggiori risorse economiche e idonei mezzi funzionali per procedere ad un costante ed assiduo controllo ambientale; 
2) ancora investire in risorse aggiuntive per la formazione dei soggetti coinvolti e del personale regionale e comunale specializzato nel controllo ambientale in sinergia con le forze di polizia ambientale; 
3) istituire, così come previsto dall’articolo 250 l decreto legislativo 152 del 2006, un apposito fondo regionale per garantire la bonifica dei suoli inquinati nel caso il responsabile ed il proprietario non intervengano tempestivamente per evitare i siti di stoccaggio temporanei che sarebbero un danno enorme! 
Ricorderete che le ecoballe nacquero come siti di deposito temporaneo!!!!
4) prevedere la riqualificazione ambientale dei terreni interdetti alla coltivazione anche attraverso la piantumazione di alberi d’alto fusto o in genere alla riqualificazione per evitare che si ingeneri la dinamica del vetro rotto;
5) predisporre adeguate forme di controllo sulla gestione delle risorse affidate all’arpac per evitare dispersioni o errate distribuzioni a danno dei cittadini, affinchè l’ARPAC diventi finalmente efficiente ed efficace (ricordo che l’arpac ha un record di un dirigente ogni 4 lavoratori).
Siamo certi che il consiglio tutto non potrà che condividere la necessità di sollecitare questi interventi, questa è la madre delle battaglie! 

La mancanza di queste azioni potrebbe generare un sistema monco ed inefficace e dare l’impressione che si voglia far finta di fare, si annuncia il fare ma non si fa!
Nessuno di noi può permettersi di essere complice di un’altra sconfitta.
Abbiamo il dovere di liberare la Campania da questa vergogna e decidere se si vuole lasciar marcire il territorio o se, invece, non è arrivato il momento di fare;  l’indifferenza è un’azione criminale verso gli uomini e il creato. 

Chiediamo dunque, al Presidente De Luca, di mettere in agenda questa priorità anche prevedendo, nel bilancio prossimo, risorse per sostenere le azioni indicate e mettere al primo punto di ogni azione la lotta agli avvelenatori, da qualsiasi parte stiano e, di darci conto delle azioni messe in campo, degli interventi finanziari della distribuzione e degli interventi dei risultati del cronoprogramma di questi primi due mesi.

Solo questa battaglia e questa vittoria giustificherebbero, da sola, un mandato elettorale, ed è una responsabilità pesante, tanto pesante che fallirla significherebbe aver tradito il mandato elettorale.