Questo il piano ospedaliero di De Luca, si smantella la TIN terapia intensiva neonatale.
Il real ospedale dell’Annunziata antico presidio per l’accoglienza e la cura dei neonati , la ruota degli esposti e gli archivi notarili non serve più.
L’archivio dell’ospedale della Real Casa santa dell’Annunziata di Napoli, il più grande e importante archivio sull’infanzia abbandonata del Mezzogiorno d’Italia, conserva una serie documentaria del tutto inedita e di particolare interesse per la storia delle adozioni e degli affidamenti nel Regno di Napoli, per tutta l’età moderna. Si tratta dei « Notamenti », ovvero i registri notarili che raccolgono in forma succinta gli atti rogati dai notai a servizio dell’ente ospedaliero. In questi registri cartacei troviamo trascritti, tra gli altri documenti, i sunti dei contratti stipulati tra soggetti privati e i maestri governatori dell’ente napoletano, aventi come oggetto i « figli d’anima dell’Annuntiata ». Sono stati presi in esame tutti gli atti rogati dal 1500 al 1518 dai notai dell’ospedale, per un totale di 333 atti notarili, tra cui 8 contratti di adozione e 241 contratti di affidamento.

“Gli ospedali di Napoli non possono essere sostituiti dall’Ospedale del Mare. L’ospedale del mare è stato costruito e in corso di completamento in area ad alto rischio vulcanico. Quando si è decisa la sua costruzione con il “gioco delle tre carte” l’area era ritenuta non ad alto rischio vulcanico amministrativo: per il Vulcano invece l’area era come è ad alto rischio per invasione di flussi piroclastici ad alta temperatura e velocità.
Il problema è che anche una piccola eruzione come quella del 1944 può provocarne la chiusura e/o l’impossibilità di accedervi in seguito alla caduta di cenere e lapilli sulle strade. Non solo: bisognerebbe mettere in sicurezza altrove i ricoverati nella nuova struttura! La città rimarrebbe senza strutture mediche in funzione?
Non è una saggia programmazione privare la città di strutture efficienti e moderne!
Non si può programmare la sicurezza dei cittadini senza tenere conto dei rischi geologici permanenti ed irrisolvibili!
Credo si capisca, naturalmente, quanto ho detto in maniera elementare. Non è dietrologia e responsabile programmare la “non sicurezza” dei cittadini specialmente quando per interessi vari è stato commesso un errore. ”
Franco Ortolani