La mia intervista a Cronache di Napoli:

I cittadini di Napoli sono stufi. Non ne possono più di questi vecchi partiti.
Li hanno provati tutti. Hanno visto come hanno lavorato, hanno visto Bassolino nella varie forme, hanno visto politici vecchi e politici nuovi. Credo proprio che i napoletani siano più che stufi. Si sono ridotti a vivere seduti ai margini di una tavola dove altri hanno mangiato. È ora di dire basta.

La consigliera regionale dei Cinque Stelle, Maria Muscarà, è un fiume in piena.
Quando le chiediamo un’intervista sulle prossime amministrative di Napoli quasi non vuole parlarne:

La sto seguendo poco in questi giorni

… ma poi la sua napoletanità deborda. Lei è nata, cresciuta e vissuta a Napoli. Impossibile non rispondere alla domanda delle domande: di cosa ha bisogno la città?

Ha bisogno di normalità

dice mutuando uno degli slogan con i quali il candidato sindaco dei Cinque Stelle Matteo Brambilla si è presentato ufficialmente agli elettori

ha bisogno solo di questo. Perché tutto il resto ce l’ha già. È la città più bella del mondo, per ricchezza culturale, paesaggistica…

Ma cosa intende nello specifico quando dice “normalità”?

Napoli ha bisogno di trasporti normali, di offrire ai propri cittadini una vivibilità normale, la possibilità di uscire la sera o di mandare i propri bambini a scuola senza la paura che possa accadere qualcosa di brutto…

Ha bisogno anche di ripulirsi dalla criminalità organizzata…

Sì, certo. Ma qui si tratta di una questione culturale. La repressione è una soluzione a breve, brevissimo tempo, non è la soluzione. Non si risolve il problema con quella parvenza di esercito che ci fanno vedere agli angoli delle strade. Bisogna invece liberare l’esercito dei malavitosi dalla schiavitù in cui si sono ridotti. Bisogna aprire i centri di aggregazione, le scuole, riaffidarli alla gente, ai cittadini. Non dico che le scuole devono rimanere aperte h24, ma almeno 12 ore al giorno, devono essere messe a disposizione della comunità. Così si combatte la camorra. Ma deve essere una rivoluzione culturale, che parte da Roma.

Cosa pensa dei sondaggi pre elettorali? Fino a una decina di giorni fa vi davano testa a testa con De Magistris, ora sembra siate stati scavalcati da Lettieri….

Non credo ai sondaggi. Quando mi chiamano rispondo sempre il contrario di quello che penso. Non sono affidabili.

Cosa pensa degli altri candidati a sindaco? De Magistris, Lettieri, Valente, Rivellini, Taglialatela…

Non li vedo nemmeno come avversari. Non riesco proprio ad immaginare che qualcuno li possa votare. L’unico avversario potrebbe essere il sindaco uscente De Magistris, ma anche lui non ha fatto poi così bene negli ultimi cinque anni.

Ora sembra stiano facendo la gara a chi si presenterà al voto con più liste collegate. Non crede che la scelta dei Cinque Stelle di non allearsi non nessuno possa danneggiarsi?

Il contrario. Noi non abbiamo bisogno di tutti questi satelliti per galleggiare. Noi siamo persone comuni prestate alla politica e siamo qui per portare avanti le istanze dei cittadini.

Cosa pensa della proposta del ministro Alfano di fissare la data delle prossime consultazioni al 5 giugno? Non crede ci possa essere un rischio astensionismo legato al vicino ponte del 2 giugno?

No. Non credo che i cittadini di Napoli si possano far distrarre da un appuntamento così importante come saranno le prossime elezioni comunali. Piuttosto temo che questo rischio ci possa essere per il referendum sulle trivelle del 17 aprile, ma anche qui spero che prevalga la consapevolezza che è meglio perdere cinque minuti per votare piuttosto che cinque anni di vita per aver favorito una cattiva politica ambientale.

E qui torniamo ai cittadini stufi…

E certo, perché non credo proprio che di fronte alla possibilità di scegliere il nuovo sindaco i napoletani rimarranno indifferenti, non dopo gli ultimi cinque anni di amministrazione De Magistris e soprattutto dopo gli ultimi 30 anni di buio delle amministrazioni precedenti. La città è stanca e vuole voltare pagina.