Aumenta del 5,9% il costo dell’acqua in bolletta. Cittadinanzattiva presenta un’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato che fotografa un aumento che porta a 376 curo le bollette nel 2015. Dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle l’invito a ripartire dal referendum per l’acqua pubblica per una più corretta gestione dei servizi. Sono già due le condanne ricevute dall’Italia da parte della Corte di Giustizia europea per inadempienze sul sistema delle reti fognarie e il trattamento delle acque reflue. Nel 2014 è stata avviata una nuova procedura di infrazione che interessa 817 agglomerati di cui 175 in Sicilia, 128 in Calabria e 108 in Campania. Proprio in Campania, oltre alle sanzioni del-l’Ue ci sono le indagini avviate dall’Antitrust su due aziende. La prima c la Gori, società per azioni guidata dall’ex parlamentare Fi Amedeo Laboccetta. che gestisce il servizio idrico nell’Agro sarnese vesuviano per conto dcll’Ato 3.
Alla Gori (partecipata di Acca di Francesco Gaetano Calta-girone editore del ‘Mattino’ che ha molti interessi, oltre che nella gestione dell’acqua, anche nel cemento) che è finita più volte sotto la lente d’ingrandimento dei consiglieri regionali pentastellati e della commissione regionale Trasparenza, si è aggiunto anche il casertano Consorzio Idrico. 1 problemi riscontrati dall’Antitrust sono legati all’u-tilizzo di pratiche commerciali scorrette nelle procedure di fatturazione, a richieste di pagamento di morosità pregresse ai nuovi clienti subentranti e alle modalità di gestione dei reclami e procedure di messa in mora e distacco. A ricordare che i 5 Stelle è da tempo che denunciano le presunte irregolarità è il consigliere Maria Muscarà. “Ci sono state inviate bollette con cifre astronomiche che arrivavano fino a migliaia di euro – dice – e questa è la prova di quello che abbiamo denunciato da sempre. Stiamo parlando di cifre improponibili e insostenibili. Occorre ripartire dal referendum, dalla volontà popolare che ha espresso il suo ‘Sì ‘ all’acqua pubblica, ma serve una sana amministrazione della cosa pubblica e di un bene prezioso come l’acqua”. Secondo l’esponente grillina, in Campania si corre il rischio, vista la legge approvata in consiglio regionale non molto tempo fa, non solo di favorire gli interessi della Gori (nonostante questa sia fortemente indebitata con la Regione) ma di arrivare alla privatizzazione dell’acqua. “Questo potrebbe comportare ulteriori aumenti in bolletta per i campani – sottolinea Muscarà – E’ un fatto inammissibile. Ancora più grave è che la Gori, pur avendo una gestione che definire dissennata è poco, può contare sulla possibilità che le offre la Regione di spalmare ulteriormente il debito milionario che ha nei confronti di Palazzo Santa Lucia ”.