Dopo la condanna della Gori, a 500mila euro per pratiche scorrette, l’Unione Nazionale Consumatori di Castellammare di Stabia esulta e chiede un incontro con il presidente della Regione Vincenzo De Luca. I consiglieri regionali 5 Stelle, intanto, chiedono la messa in liquidazione della società visto che si è andati oltre la scadenza dei 30 giorni che la società avrebbe dovuto utilizzare per pagare i debiti alla Regione dopo essere stata diffidata. La condanna da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l’azienda partecipata di Acea che fa capo a Caltagirone, che gestisce il servizio idrico integrato in 76 comuni campani, è il frutto di numerosi esposti presentati dall’associazione all’Antitrust. “Quando si gestisce in monopolio la fornitura di un bene pubblico, vitale ed essenziale come l’acqua – afferma Marilisa Somma. dell’Ufficio legale del-l’Unc di Castellammare di Stabia – non si possono calpestare i diritti degli utenti e abusare della propria posizione dominante. Chiediamo un incontro a De Luca perché sia riesaminala la situazione e ci aiuti a impedire il ripetersi di comportamenti scorretti”. L’Unc chiede di essere investita dalla Regione del molo di ‘controllore’ della Gori. “Occorre – sottolinea il legale dell’Unc – un controllo in via preventiva da parte della Regione, anche attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti dei consumatori”. Visto che la Gori non ha pagato il debito con la Regione la consigliere regionale grillina Maria Muscarà torna a chiederne la liquidazione.
“Nonostante siano trascorsi oltre trenta giorni dalla diffida della Regione Campania pervenuta alla Gori Spa per il pagamento dei debiti del 2013, 2014 e il primo semestre del 2015, l’azienda che gestisce il sistema idrico dcll’Ato3 in 76 comuni della Campania, non ha versato nelle casse regionali un solo euro. E’ giunto il momento di liquidare il carrozzone Gori fortemente inadempiente e indebitata che arreca solo danni ai cittadini-utenti”