Associazione Marco Mascagna messaggio 1 del 5 gennaio 2016

L’aria è gravemente inquinata e troppi fanno finta di niente.
La legge è legge e deve essere rispettata, se non la si rispetta si deve essere puniti (galera o ammenda, a secondo della gravità).
La legge prescrive che le polveri sottili (PM10) non devono superare una concentrazione superiore a 50 mcg/mc più di 35 volte all’anno. A Napoli e in quasi tutte le città italiane questa legge non è mai rispettata. Nel 2015 vi sono stati 73 giorni di superamento (più del doppio di quanto ammesso). E non è stato l’anno peggiore: nel 2008 il limite è stato superato per 134 giorni e nel 2009 per 170 giorni [1]. Ci possiamo consolare pensando che non siamo stati tra le città più inquinate. Per esempio a  Milano, nello scorso anno, il limite è stato superato per 102 giorni [2].
Malgrado questa palese infrazione della legge, nessun Sindaco (o Assessore all’Ambiente) è mai stato punito. La legge infatti individua nel Comune l’ente preposto al rispetto di questi limiti. Ma l’inquinamento dell’aria dipende non solo dall’operato del Comune, ma anche dalla Unione Europea, che stabilisce quanti inquinanti può emettere un veicolo a motore, dal Governo, che può destinare finanziamenti a determinate opere o veicoli, dalla Regione, che ha competenza sui trasporti regionali e sulla pianificazione territoriale, e anche dai cittadini, che possono avere comportamenti ecosostenibili o non ecosostenibili.
La UE, per esempio, nell’autunno del 2015 ha stabilito che i test che i veicoli devono superare per essere omologati sono positivi anche se i valori di emissione rilevati nei test su strada eccedono del 110% i limiti di legge. Una norma che ha un pesante impatto negativo sulla qualità dell’aria.
In Europa gli italiani sono tra i popoli che usano di più la macchina e meno piedi e bici (il 30% degli spostamenti in auto dei giorni feriali servono per raggiungere mete distanti tra i 700m e i 3 Km) [3]
Negli ultimi giorni di dicembre, per particolari condizioni meteorologiche (assenza di venti e “inversione termica”, cioè la formazione di una fascia d’aria più calda, che impedisce la dispersione degli inquinanti verso l’alto), l’inquinamento di tante città italiane è salito a livelli altissimi (a Cassino il PM10 ha superato i 170 mcg/mc). I giornali si sono finalmente accorti di questo problema e il Governo ha approvato alcuni provvedimenti. Esaminiamoli brevemente.
1) Un decalogo per i Sindaci non vincolante e senza alcun valore giuridico (come ha precisato il Ministro dell’Ambiente). Nel decalogo si consiglia ai primi cittadini, quando vi sono più di 7 giorni consecutivi di sforamenti dei limiti massimi degli inquinanti, di fare un’ordinanza in cui si disponga di abbassare di 2 gradi il riscaldamento delle case, di ridurre il limite di velocità di 20 Km/h, di ridurre o abolire i biglietti per i mezzi pubblici.
Il primo provvedimento potrebbe essere utile ma vale quanto una grida manzoniana, perché i Comuni non hanno personale che possa andare nei vari appartamenti a misurare la temperatura. Il secondo è di dubbia utilità, forse addirittura controproducente in determinate situazioni. Il terzo ha un “piccolo” difetto: i Comuni devono rifondere alle aziende di trasporto il mancato incasso e l e finanze dei Comuni non sono proprio rosee, considerando i massicci tagli ai trasferimenti da parte dello Stato subiti negli ultimi 20 anni ( 8,3 miliardi in meno negli ultimi 5 anni [4]).
2) Il Governo ha destinato ai Comuni 12 milioni di euro per “potenziare il trasporto pubblico e il car shering”. Con 12 milioni di euro si comprano una cinquantina di autobus. Se si considera che ogni anno in circa 40-50 città capoluogo si superano i limiti di legge e che sono numerose anche le città non capoluogo in cui ciò avviene, si può dire che con questa cifra ogni città inquinata può comprare meno di mezzo autobus. Più che “potenziare il trasporto pubblico” ci sembra una presa per i fondelli.
3) Si promette che verranno dati incentivi a chi rottama auto vecchie per comprarne una nuova. Cioè si destinano soldi pubblici per favorire l’acquisto di auto, non considerando che l’Italia è uno dei Paesi al mondo con il maggior numero di auto per abitante e per Kmq (in Italia vi sono 608 autovetture ogni 1000 abitanti, in Germania 539, in Francia 512, in Spagna 476, nel Regno Unito 464 [5]). Ovviamente non vi sono incentivi per chi va a piedi o in bici, ma solo per chi va in auto e ha i soldi per permettersela.
4) Il Governo inoltre ha elencato vari stanziamenti presenti in provvedimenti già varati:
– 250 milioni di euro per la ristrutturazione di “scuole, strutture sportive e condomini”. Se si tiene conto che nella sola Campania gli istituti scolastici sono circa 8000 (ciascuno con più plessi) [6] e i condomini oltre 50.000 si può capire che si tratta di una cifra ridicola;
– 50 milioni di euro per impiantare colonnine di ricarica per le auto elettriche, cioè un aiuto con soldi di tutti a chi può permettersi un’auto elettrica, che costa il doppio di un’auto normale ( i modelli più economici costano sui 30.000 euro) e che dopo 3-4 anni è inservibile se non si cambia la batteria (che costa quanto un’auto a benzina);
– 70 milioni per ristrutturazioni di edifici delle amministrazioni centrali.
A conti fatti il Governo ha deciso di investire circa 400 milioni per provvedimenti (discutibili e di dubbia utilità) contro l’inquinamento atmosferico. Contemporaneamente dà 4 miliardi e mezzo a due settori che sono tra le principali cause dell’inquinamento dell’aria. Infatti ogni anno lo Stato dà agli autotrasportatori circa 2 miliardi e mezzo di euro (2 miliardi di sconti sui carburanti, 400 milioni di fondi per il sostegno al settore, 120 milioni per sconti sui pedaggi autostradali e 22 milioni di sconti sulla RCA) e circa 2 miliardi alle centrali a carbone e a metano e agli inceneritori [7].
Tutto ciò ci riempie di tristezza, sconcerto e rabbia: l’inquinamento atmosferico determina tra 40.000 e 50.000 morti ogni anno in Italia [8]. Se i limiti di legge venissero rispettati vi sarebbero diverse migliaia di morti in meno.
Possibile che queste vite umane interessano così poco e non pesano sulla coscienza di chi con le proprie scelte determina questa situazione?